Sigilli di carta e di cera sotto carta

La scelta  dei materiali costitutivi del sigillo ebbe un evoluzione fino all’impiego dell’elemento cartaceo; la disciplina sigillografica documenta, infatti, a partire dal XIV sec., l'uso di sovrapporre un foglietto di carta allo strato di cera, solitamente impresso con la matrice e incorporato nel materiale, a caldo. Nasce cosi il sigillo di cera sotto carta, all’inizio limitato soltanto ad atti ordinari, poi man mano per documenti di una certa importanza.

Nelle epoche successive, sette-ottocentesche, alla cera sottostante viene preferito, soprattutto in ambito di documentazione privata, un collante costituito da farina e gommalacca; in tal modo si afferma, in veste diffusissima, il sigillo di carta che si trova, in quantità, nei documenti provenienti dai faldoni d’archivio di quelle epoche.
Nelle definizioni teoriche della letteratura ricordiamo la prassi di distinguere il primo, detto sigillo di cera sotto carta dal successivo, denominato semplicemente di carta.

 

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